Andamento e previsioni Euribor fino al 2025

L‘indice Euribor è fondamentale per determinare l’entità delle rate dei mutui a tasso fisso. Questo valore viene fissato dalla BCE e la politica monetaria messa in atto dalla Banca Centrale Europea hanno portato al quasi azzeramento dei tassi di interesse e alla riduzione del costo del denaro. Infatti il Quantitative Easing continuerà fino al termine del mese di settembre 2018.

L’andamento dell’indice Euribor nei prossimi anni

Al giorno d’oggi l’indice Euribor è al minimo storico in tutte le sue varianti:
– l’Euribor 6 mesi è leggermente risalito fino a raggiungere quota -0,27;
– l’Euribor 3 mesi è rimasto invariato dagli inizi del 2017, attestandosi su – 0,33;
– l’Euribor 1 mese è fermo dalla metà del 2016 a -0,37.
Questi valori hanno portato a una notevole riduzione degli interessi per i mutui a tasso fisso e alla decisione degli enti creditizi di allentare leggermente le condizioni per la concessione di un prestito. Di conseguenza l’erogazione dei mutui e dei finanziamenti personali ha registrato un incremento di oltre due punti percentuali.

Quali sono le previsioni Euribor fino al 2025

Secondo tutti gli analisti nel periodo di tempo tra la primavera del 2019 e il 2025 l’indice Euribor dovrebbe aumentare, anche se l’incremento sarà abbastanza lento. Infatti la strategia sulla quale si basa il Quantitative Easing terminerà ufficialmente alla fine di settembre 2018. Comunque il presidente della BCE Mario Draghi ha sottolineato come le iniezione di liquidità nei mercati potrebbero continuare se considerate necessarie. Al tempo stesso le politiche economiche della Banca Centrale Europea dal 2019 saranno determinate da un nuovo presidente. Proprio per queste incertezze potrebbe verificarsi un leggero aumento dell’indice Euribor prima della fine del 2018, tuttavia i valori rimarrebbero sempre negativi. Al momento gli analisti prevedono che l’Euribor 3 mesi possa superare la soglia dello zero tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020. Il successivo andamento dovrebbe essere:

  • entro la fine del 2020 una costante crescita fino ad arrivare al 0,50%;
  • una crescita nel biennio successivo fino a raggiungere lo 0,75%;
  • nel 2022 il superamento della quota 1%;
  • entro la fine del 2023 un assestamento intorno all’1,40%.

Si rileva comunque che la crescita dell’Euribor sarà più lenta e ritardata rispetto all’Eurirs. Infatti il trend di questo indice anticipa sempre di qualche mese le decisioni della BCE e ha visto un aumento medio di circa 0,20 punti base per tutte le scadenze nel corso del 2017. Proprio per questo motivo gli interessi dei mutui a tasso fisso avranno una crescita piuttosto contenuta rispetto a quelli a tasso variabile. Si sottolinea inoltre come queste previsioni non possano essere considerate dati certi in quanto suscettibili di variazioni in base alle politiche adottate dalla Banca Centrale Europea. In secondo luogo bisogna considerare altri due aspetti:

  • marcate aspettative di crescita dell’inflazione all’interno della zona Euro per la primavera del prossimo anno. Questo fatto dovrebbe spingere al rialzo l’indice Eurirs, ma non l’Euribor;
  • l’obiettivo della Banca Centrale Europea di portare la crescita dell’inflazione fino a raggiungere quota 2%. Questa decisione dovrebbe costituire un volano per l’economia ed è finalizzata a consentire la crescita della produzione e delle transazioni dopo anni di crisi.

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