Prestiti a Tasso Zero

Esistono davvero i prestiti tasso zero?

Quando si ha a che fare con prestiti tasso zero, il pensiero corre subito all’idea di convenienza, ma è davvero così? Chi offre del denaro in prestito applica, alla linea di credito, dei costi. È bene quindi dimostrate diffidenza verso questa tipologia di offerte.

Nella maggior parte dei casi i prestiti a tasso zero fanno parte di una di queste categorie di credito:

  • prestiti con costo interno
  • prestiti con spese nascoste
  • promozioni

Prestiti a tasso zero reale, le situazioni che possono capitarvi

Una delle situazioni che può determinarsi è quella in cui gli interessi presenti fanno parte del costo del bene o servizio acquistato. Gli interessi quindi non sono sostenuti nell’ambito del finanziamento, ma fanno parte del prezzo del bene, che dispone di un prezzo maggiorato dagli oneri del finanziamento. Il risultato? Un prezzo gonfiato, ai danni del cliente.

Potreste incorrere invece in spese nascoste. Al momento di acquisto di un bene con un prestito a tasso zero, ci sono comunque spese da affrontare, come quelle di istruttoria. Per rilevare se si tratta di un effettivo prestito a tasso zero, vi consigliamo di individuare l’entità del Taeg. Non basta che il Tan sia 0.

La terza possibilità è relativa alle offerte promozionali per altri servizi. Nel contratto del finanziamento a tasso zero, in questa eventualità, sono previsti elementi promozionali. Una lama a doppio taglio. Ciò che si verifica più di frequente è il recapito al proprio indirizzo di una carta revolving non richiesta, attiva e con credito disponibile.

Chi fornisce i servizi sa perfettamente che alcuni andranno a utilizzare la carta revolving, divenendo nuovi clienti.

Da quando il mercato del credito è diventato sempre più frequentato si sono moltiplicate anche le strategie di marketing per invogliare all’acquisto del proprio prodotto: è per questo che sono nati, alcuni anni fa, i primi prestiti a tasso zero, forme di credito nelle quali l’istituto erogante rinuncia agli interessi sul capitale prestato pur di avere un cliente in più.

Fermo resta il fatto che le banche siano imprese e che dunque abbiano come obiettivo principale quello di arricchirsi.

Allora la domanda sorge spontanea: se erogassero soltanto prestiti a tasso zero come potrebbero aumentare il proprio capitale?

Come abbiamo detto in apertura di questo articolo, attenti alle strategie di marketing!

I famosi prestiti a tasso zero infatti sono si dei prestiti senza interessi sul capitale (ovvero a Tasso Annuo Nominale azzerato), ma per il contraente quello che realmente fissa il costo del prestito è il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) che tiene in considerazione anche tutte le spese di istruttoria, le commissioni, le imposte e le eventuali polizze obbligatorie (che corrispondono di fatto al guadagno della banca).

Occorre dunque fare estrema attenzione a tutte quelle offerte che appaiono eccessivamente scintillanti e promettenti, nonché evitare accuratamente di sottoscrivere prestiti a tasso zero senza un’accurata analisi del documento contrattuale: soltanto scoprendo l’ammontare del TAEG sarà possibile comprendere se la stipula di prestiti a tasso zero sia effettivamente conveniente.