Prestiti d’onore 2018 per giovani: quali sono le opportunità a disposizione

Cos’è il prestito d’onore

Il prestito d’onore è una forma di finanziamento che viene concessa senza la necessità di ricorrere a credenziali, reddito, garanti o immobili, generalmente richiesti dagli istituti di credito, a garanzia dell’importo finanziato. Si tratta di un credito agevolato, infatti come si intuisce dal nome questo viene concesso sulla base di un impegno morale a soggetti maggiorenni ma entro i 36 anni e disoccupati da almeno sei mesi, che intendano avviare un’attività commerciale.
Viene erogato in base ai criteri contenuti nel d.l. 185/2000 da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, in parte a fondo perduto e in parte a tasso agevolato, sulla base di caratteristiche meritocratiche o a finanziamento di progetti particolarmente interessanti. Il prestito d’onore è inoltre allargato a studenti che ne facciano richiesta per poter completare gli studi. Tali forme di finanziamento vengono concesse a fronte di un percorso di studi proficuo e con una media voti alta, a supporto di tutti i costi riguardanti corsi, alloggio, libri, vitto, ecc.; viene rilasciato dalle banche convenzionate e secondo i criteri previsti dal d.l. 390/1991.

Chi può richiederlo

I fondi destinati al prestito d’onore sono impiegati con lo scopo di incentivare l’auto-impiego, la crescita economica del paese, rilanciare le aree svantaggiate, favorire la nascita delle start-up e offrire opportunità ai giovani. I prestiti vengono erogati alle seguenti categorie:
– microimprese: i fondi prevedono un tetto massimo di 129.114 € (IVA esclusa) di cui il 50% a fondo perduto e la rimanente metà viene erogata tramite un finanziamento agevolato, cioè con un tasso di interesse corrispondente al 30% del tasso in vigore al momento della stipula. Il rimborso può essere rateizzato fino a sette anni tramite rate trimestrali posticipate. Il finanziamento può essere richiesto per una società costituenda di persone e non di capitale. Inoltre è necessario che almeno il 50% dei soci deve risiedere in Italia, essere disoccupato da almeno 6 mesi e non superare i 36 anni di età;
– franchising: il finanziamento viene regolato come per le microimprese (50%+50%) ma l’importo massimo è stabilito in regime de minimis, cioè non oltre i 200.000€ in tre anni (totale di tutti i sovvenzionamenti), come stabilito dall’UE in base alle norme sulla leale concorrenza;
– lavoro autonomo: i limiti per il finanziamento del lavoratore autonomo prevede un massimale di 25.823€ (IVA esclusa) di cui il 50% erogati secondo un mutuo agevolato restituibili entro 5 anni e comunque per una cifra non superiore a 15.494 €. La parte inerente il finanziamento a fondo perduto è logicamente pari alla differenza, cioè 10.329€. Il contributo sulle spese di gestione del primo anno devono rientrare in 5.164,47€;
– studenti: in questo caso l’entità del prestito varia con la banca che lo eroga, ma in genere si aggira intorno ai 5/6.000 € annui. La restituzione avviene senza interessi a partire dal termine del secondo anno dalla fine degli studi e rateizzato fino a 15 anni.

Come fare domanda

Una volta stabilito il possesso dei requisiti, la domanda può essere fatta online direttamente a Invitalia o a strutture territoriali (Regioni, Comuni) o presso banche convenzionate. I territori coperti da tale iniziativa riguardano tutti i comuni delle regioni “Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia”

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