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Guida ai prestiti Inpdap per gli insegnanti a tasso agevolato


Prestiti Inpdap per insegnanti statali

Con la crisi economica e la precarizzazione del lavoro che ormai da anni interessano il nostro paese, l’accesso al credito è diventato una necessità per molti. Uno scenario in un cui gli insegnanti statali hanno un accesso agevolato al credito grazie ai prestiti Inpdap per gli insegnanti.

Si tratta di prestiti a condizioni agevolate che in passato erano erogati dall’ENAM. Con la soppressione dell’ente però i prestiti agevolati sono passati di competenza dell’Inpdap e successivamente all’Inps.

Ricorrendo a questi prodotti è possibile ottenere somme relativamente basse con le quali far fronte a spese importanti. Una delle caratteristiche peculiari dei prestiti Inpdap per gli insegnanti è infatti rappresentata dal fatto che sono concessi solo per le finalità ammesse dall’Inps. Ma vediamo nel dettaglio qual sono le situazioni i cui è possibile richiedere un prestito agevolato e i requisiti da rispettare.

I requisiti da rispettare

Possono ottenere i prestiti Inpdap per gli insegnanti solo i direttori scolastici e gli insegnanti assunti presso scuole primarie e scuole dell’infanzia statali. Ai fini dell’accesso al credito è necessario inoltre che il soggetto che presenta la domanda sia assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Non solo. Perché il prestito venga concesso al richiedente devono mancare almeno due anni al pensionamento. Il richiedente deve inoltre risultare iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale.

Importo finanziabile e rimborso

La somma finanziabile viene definita in base al reddito percepito dal richiedente. Nello specifico, non è possibile ottenere una somma superiore a due volte lo stipendio mensile in godimento al richiedente al momento della presentazione della domanda.

Il rimborso del credito avviene con un piano di ammortamento che si estende per 24 mesi. Le rate hanno cadenza mensile e il tasso di interesse è fisso all’1,5%.

Come già accennato, i finanziamenti agevolati sono concessi solo per far fronte a specifiche spese che devono rientrare tra quelle previste dall’Inps. Riportiamo di seguito le casistiche ammesse dall’ente previdenziale.

  • nascita o adozione di un figlio;
  • morte di un familiare;
  • trasferimento di residenza;
  • matrimonio del richiedente o di un figlio;
  • acquisto della prima casa;
  • gravi malattie del richiedente o dei familiari;
  • manutenzione straordinaria della casa di residenza;
  • mutuo in corso per l’acquisto della prima casa;
  • cure odontoiatriche del richiedente o dei familiari a carico;
  • acquisto di un’auto;
  • spese per la frequenza universitaria del richiedente o dei figli.
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