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Prestiti personali cambializzati anche per disoccupati e cattivi pagatori


Prestiti cambializzati 2017

Per accedere a un finanziamento occorrono necessariamente delle garanzie, un reddito stabile, ad esempio. Ciò non toglie, però, che esistano forme di prestito accessibili anche ai disoccupati e ai lavoratori precari o atipici. Una categoria all’interno della quale rientrano i prestiti personali cambializzati.

Sono spesso utilizzati anche per ottemperare a un problema recente: gli esodati. Chi non lavora più ma deve aspettare per la pensione, può fare fronte alle sue spese proprio grazie ai prestiti personali con cambiali.

La loro particolarità sta nel fatto che a mo’ di garanzia non è richiesto un reddito. Allo stesso modo non viene effettuata la verifica della situazione debitoria da parte della banca prima di accordare il finanziamento. Per quest’ultima caratteristica, i prestiti personali cambializzati rappresentano un’ancora di salvezza anche per i protestati e i cattivi pagatori.

Le condizioni di rimborso

Questo tipo di prestiti prevede un periodo di ammortamento che varia, di solito, dai 36 ai 120 mesi. I prestiti cambializzati infatti rientrano nella categoria dei prestiti personali e seguono quindi le caratteristiche di tali finanziamenti.

Il tasso di interesse è fisso, ma senza dubbio poco competitivo. Trattandosi di prestiti dedicati a soggetti che hanno difficoltà ad accedere al credito ricorrendo ai canali tradizionali, i prestiti con cambiali prevedono costi piuttosto elevati.

In linea di massima infatti il tasso esigibile può anche superare il 15%, tuttavia le condizioni cambiano da banca a banca. Ricordiamo infatti che quando si parla di prestiti personali, il limite massimo fissato per il tasso è rappresentato dalla soglia anti usura stabilita per legge.

Per quanto attiene invece l’importo finanziabile, questo può anche superare i 30 mila euro. Tuttavia nella maggior parte dei casi banche e finanziarie erogano finanziamenti cambializzati con importi che vanno dai 2 mila ai 15 mila euro. È necessario precisare inoltre che i prestiti personali cambializzati sono prodotti non finalizzati. Il beneficiario quindi può utilizzare la somma ottenuta come meglio crede.

Il piano di ammortamento è a rate mensili di importo costante. Il rimborso avviene tramite il pagamento di cambiali predatate, che corrispondono alle rate di ammortamento. Le rate, sotto forma di cambiali, possono essere pagate presso qualunque banca.

È chiaro quindi che i titoli di credito hanno una doppia funzione per la banca. Da un lato rappresentano il metodo di pagamento utilizzato e dall’altro hanno una forma di tutela per l’istituto di credito. In caso di mancato pagamento infatti la banca ha la possibilità di richiedere l’immediato pignoramento dei beni del debitore.

A differenza di quanto accade con i tradizionali prestiti personali, al beneficiario è sufficiente ritardare il pagamento di una o due rate per andare incontro all’espropriazione dei beni.

Cos’è una cambiale

Per capire a pieno come funzionano i prestiti personali cambializzati è necessario comprendere a pieno cosa sono le cambiali. Si tratta di titoli di credito che consentono al soggetto creditore (ossia la banca) di vedere soddisfatte le proprie pretese in tempi brevissimi. Questo ovviamente solo nel caso il beneficiario del prestito non riesca più a pagare le rate.

La caratteristica di esecutività della cambiale è garantita dalla presenza del bollo imposto sul documento. In assenza del bollo non sarà possibile per la banca avviare la procedura di espropriazione dei beni.

In caso contrario invece sarà possibile per l’istituto rientrare del capitale concesso senza dover attendere i tempi tecnici previsti per le ordinarie lungaggini che verrebbero attivate in caso di mancato pagamento per un normale prestito personale.

Chi può ottenere il finanziamento

Ora che abbiamo fatto il punto su come funzionano i prestiti personali cambializzati, passiamo alla questione dei beneficiari. Possono ottenere questo tipo di finanziamento sia quanti dispongono di una situazione lavorativa stabile che i disoccupati. Rientrano nella platea dei possibili beneficiari anche i cattivi pagatori.

Ai fini dell’accesso al credito non è indispensabile la presenza di un reddito da lavoro. Quanto appena detto però non significa che i prestiti personali cambializzati non richiedano la presentazione di garanzie.

I soggetti che non possono contare su un contratto di lavoro dipendente hanno la possibilità di sottoscrivere il finanziamento a condizione che dimostrino la presenza di garanzie alternative alla busta paga. Per i lavoratori autonomi ed atipici è richiesta la presentazione del modello Unico o dichiarazione dei redditi.

Se invece si tratta di disoccupati, sarà necessario ricorrere a delle soluzioni alternative. In questo caso sarà possibile ottenere un finanziamento ponendo a garanzia del rimborso una garanzia ipotecaria. Ipotesi che prevede l’accensione di un’ipoteca di primo grado sulla casa di proprietà.

In alternativa è possibile anche porre a garanzia del finanziamento una rendita fissa percepita dal richiedente. A tal proposito banche e finanziarie prendono in considerazione diverse casistiche. È possibile ad esempio presentare come garanzia di rimborso un assegno di mantenimento percepito in seguito al divorzio.

Quanti svolgono un lavoro in nero invece possono dimostrare di percepire somme costanti sul conto ed ottenere così il finanziamento. Per quanto riguarda il requisito anagrafico, in linea di massima i richiedenti non possono avere meno di 18 anni e più di 70 anni.

La figura del garante

Come già accennato i prestiti personali cambializzati sono accessibili anche a chi non può contare su un contratto di lavoro o ha avuto problemi nel rimborso di un vecchio finanziamento. Condizioni che portano la banca a tutelarsi maggiormente contro il rischio di insolvenza.

Per questo spesso è richiesta, oltre alle garanzie di cui abbiamo parlato nelle righe precedenti, la firma di un garante. Soggetto che si impegna garantire il rimborso delle rate di ammortamento in caso di difficoltà da parte del beneficiario.

In altre parole, il garante è coobbligato che si accolla le responsabilità del finanziamento nel caso in cui le cose andassero male. Sebbene la presenza del garante sia spesso richiesta in caso di prestiti personali cambializzati a cattivi pagatori o disoccupati, il suo intervento è da considerarsi straordinario.

In altre parole, il coobbligato può intervenire solo se il beneficiario si trova in una situazione di difficoltà e non può sostituirsi al debitore in modo permanente. Ricordiamo infine che non tutti possono ricoprire il ruolo del garante. Ai fini dell’accesso al credito è necessario che il soggetto proposto possa contare su una posizione lavorativa stabile e non sia segnalato come cattivo pagatore.

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