Previsioni tassi mutui luglio 2018: andamento, previsione e scelta migliore

I mutui possono essere a tasso fisso oppure variabile, comunque la loro convenienza e l’entità delle rate da rimborsare sono legati al costo del denaro e allo spread determinati dalla BCE. Ecco perché negli ultimi mesi del 2017 e nel primo semestre dell’anno in corso questi prodotti bancari sono stati erogati in maniera maggiore rispetto al passato.

I mutui nel 2018

Negli ultimi tempi il mutuo ipotecario è stato visto dalle banche come un mezzo per proporre alla clientela ulteriori prodotti finanziari piuttosto che un fine. Infatti si adotta una strategia di cross selling. Questo approccio è legato anche al fatto che i mutui risultano essere ancora più convenienti per le famiglie grazie ai bassissimi spread. Infatti si arriva al:

  • 0,2% per i mutui a tasso fisso, che rappresentano più della metà dei finanziamenti richiesti nella prima metà del 2018 e oltre il 70% di quelli erogati nel corso dell’anno precedente;
  • dallo 0,95% all’1,5% per i mutui a tasso variabile.
  • Bisogna tenere a mente che l’entità dei tassi d’interesse applicati per il calcolo delle rate da rimborsare è dato dallo spread e da:
    – l’indice Euribor per i mutui a tasso variabile. Si tratta di un valore negativo dal 2015, quindi viene sottratto allo spread;
    – l’indice Eurirs per i mutui a tasso fisso, pari alla durata del finanziamento.

Proprio per questo motivo la tipologia a tasso variabile risulta essere più competitivo rispetto al fisso di circa 100 punti base quando si parla di un finanziamento a lungo periodo. Tuttavia si scende a soli 30 punti base di sovrapprezzo nel caso di prestiti a breve durata, che non superano i 10 anni.

La convenienza dei mutui a tasso fisso e di quelli a tasso

Bisogna comunque tenere a mente che nel 2017 e nel primo trimestre del 2018 le banche hanno preferito erogare mutui a tasso fisso. Di conseguenza hanno proposto offerte molto convenienti per i consumatori dal punto di vista economico. Questo fatto si spiega in parte con la revisione ritardata dei tassi finiti di offerta sui mutui a tasso fisso. Al tempo stessi gli enti creditizi hanno adottato una precisa scelta di investimento della liquidità, applicando tassi di default estremamente contenuti per l’erogazione di mutui a tasso fisso per i risparmiatori privati. Infatti questi investimenti hanno un basso costo del rischio e i consumatori hanno a disposizione poche opzioni alternative per i finanziamenti a lungo periodo. Al tempo stesso questa strategia è finalizzata a evitare che il cliente effettui una surroga.

Le previsioni per luglio 2018

Per il mese di luglio 2018 le previsioni evidenziano il proseguimento del trend del primo semestre. Infatti la BCE continuerà ad adottare una politica espansiva fino a settembre 2018. L’iniezione prolungata di liquidità sui mercati ha portato all’azzeramento del costo del denaro e al quasi azzeramento dei tassi. Gli analisti prevedono che i tassi proposti possano aumentare leggermente nel corso dell’autunno e dell’inverno dell’anno in corso perché l’andamento dell’indice Euribors tende ad anticipare le decisioni della BCE. Tuttavia la crescita dei tassi d’interesse dovrebbe essere rilevata in maniera più accentuata a partire dalla primavera del 2019.