Chi eroga prestiti personali per stranieri e come ottenerli

Prestiti a cittadini stranieri 2017

In una società multiculturale come la nostra, sono sempre di più le richieste di prestiti avanzate da cittadini stranieri. Condizione che ha portato sempre più banche e società finanziarie ad allargare la platea dei beneficiari dei prestiti concessi. Vediamo quindi come funzionano i prestiti personali per stranieri.

Gli stranieri possono ottenere un prestito personale? E quali sono le modalità previste? Domande che si pongono i tanti cittadini con nazionalità non italiana, ma vivono nel nostro Paese, e hanno necessità di ottenere denaro. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza su questo tema.

Dobbiamo anzitutto ricordare che per stranieri si intendono cittadini extracomunitari o comunque persone che per qualunque motivo non hanno la cittadinanza italiana. I cittadini stranieri possono beneficiare di un prestito personale equivalente a quello dei cittadini italiani.

I requisiti

Ma quali sono i requisiti per i prestiti personali per stranieri? I requisiti per uno straniero sono i medesimi che servono a un comune cittadino italiano. È necessario un documento valido che possa attestare l’identità dello straniero, di solito il passaporto oltre al codice fiscale.

Abbiamo poi la documentazione che attesti il reddito, sia nell’eventualità di lavoro dipendente, sia autonomo che precario. Si tratta di un elemento necessario per assicurare una tutela per il pagamento del prestito alla società emittente.

Ultimo aspetto rilevante per avere un prestito personale per stranieri è quello di possedere un valido permesso di soggiorno. Tale permesso di soggiorno è indispensabile, prescindendo dal possesso degli altri requisiti richiesti. Dal punto di vista della legislazione italiana, uno straniero senza permesso di soggiorno è un clandestino e quindi non può fruire di alcun prestito.

In assenza di questo documento quindi si va incontro a una serie di pesanti conseguenze. Non è solo un reato, ma pregiudica anche l’assunzione dello straniero che è costretto quindi a lavorare a nero. Condizione che rende quindi impossibile dimostrare il proprio reddito, senza contare la rinuncia quei diritti che tutelano il lavoratore.

Come funziona il prestito personale

Ora che abbiamo visto quali sono i requisiti generali fissati dagli istituti di credito per la concessione di prestiti personali per stranieri, vediamo quali sono le forme di finanziamento più diffuse. Quando si parla di prestiti personali per stranieri è necessario considerare le condizioni fissate per i tradizionali prestiti personali.

Prodotti che sono accessibili sia ai lavoratori che ai pensionati e, in alcuni casi, anche a disoccupati e casalinghe. L’accesso al credito è subordinato alla presentazione di garanzie, che possono essere reddituali o reali. In quest’ultimo caso si parla di diritti reali sui beni di proprietà del richiedente, come diritti di ipoteca o pegno.

La somma finanziabile varia a seconda del reddito percepito dal richiedente. Il piano di ammortamento si estende per un massimo di 120 mesi (10 anni). Le rate hanno importo costante e il tasso d’interesse è fisso. Il pagamento delle rate può avvenire sia tramite addebito diretto su conto che attraverso il pagamento di bollettini postali.

Ma chi eroga prestiti personali per stranieri? Ad oggi praticamente tutti gli istituti di credito concedono finanziamenti a chi ha un reddito, indipendentemente dalla nazionalità. Quanti sono alla ricerca di un prestito quindi possono scegliere tra tantissime offerte. Si va dai prestiti di istituti online, come Findomestic, alle grandi banche come Unicredit e BNL.

I lavoratori dipendenti e i pensionati possono anche scegliere di ricorrere a prestiti personali per stranieri su cessione del quinto. Una particolare forma di prestito personale che prevede la presenza di un reddito fisso da aggredire. Ma come funziona? Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Cessione del quinto

La cessione del quinto è una forma di prestito personale che spesso banche e finanziarie tendono a preferire. Si tratta infatti di un prodotto che prevede la decurtazione della rata mensile direttamente alla fonte. A differenza di quanto accade per i tradizionali prestiti personali, quindi, il pagamento delle mensilità non avviene ad opera del beneficiario.

Tale operazione è infatti affidata al datore di lavoro del richiedente, o all’ente previdenziale di riferimento se pensionato. Sono questi i soggetti chiamati a decurtare la rata mensile dal reddito del beneficiario del prestito, versando l’importo dovuto alla banca che ha concesso il prestito.

Caratteristica, quella appena illustrata, che rende i prestiti su cessione del quinto prodotti particolarmente vantaggiosi per gli istituti di credito. Il meccanismo di rimborso infatti abbatte quasi completamente il rischio di insolvenza. Finché c’è un reddito da cui attingere il datore di lavoro si occupa di pagare le rate periodiche.

Non solo. Al fine di tutelare l’ente finanziatore è previsto anche il vincolo del TFR o della pensione ancora spettante. È qui che in caso di mancato pagamento la banca andrà a recuperare le somme ancora dovute. Prevista anche la sottoscrizione di una polizza assicurativa obbligatoria. Copertura che deve intervenire sia in caso di morte del beneficiario, che in caso di perdita del posto di lavoro.

Quanto si ottiene? Come abbiamo visto nelle righe precedenti, la somma erogabile di un prestito finanziabile viene definita in base al reddito del beneficiario. Per quanto attiene la rata mensile, come si evince dal nome, i prestiti su cessione del quinto prevedono una rata massima pari a un quinto dello stipendio o della pensione mensile. Il tasso è fisso e i costi dell’assicurazione sono detratti alla fonte.

Prestiti con delega

Quanti hanno già in corso un prestito su cessione del quinto ma hanno bisogno di nuovo credito possono optare per i prestiti con delega di pagamento. Noto anche come doppio quinto, il prestito delega consente di cedere un ulteriore quinto dello stipendio.

In altre parole, le regole generali del finanziamento sono le stesse della cessione del quinto ma è possibile concedere una seconda quota di stipendio. Altra differenza da sottolineare è rappresentata dal fatto che il prestito delega non è accessibile ai pensionati. Possono ottenere il credito solo i lavoratori dipendenti.

Hanno accesso ai prestiti su cessione del quinto e con doppio quinto anche quanti sono segnalati come cattivi pagatori. Questo perché date le caratteristiche dei finanziamenti, banche e finanziarie sono comunque tutelate anche in caso di insolvenza. Ragione per cui gli istituti di credito non si curano del passato creditizio del lavoratore che richiede la cessione del quinto o il prestito delega.

Ricordiamo inoltre che i prestiti su cessione del quinto possono essere concessi anche in presenza di altri finanziamenti. Similmente, i prestiti delega possono essere affiancati ad una cessione del quinto già in corso. Se il richiedente ha necessità di somme molto elevate è possibile anche accedere un prestito delega contestualmente alla cessione del quinto.

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