Prestito tra parenti e familiari

Come funziona il prestito tra parenti e come tutelarsi

Il prestito tra parenti senza interessi è una forma di prestito infruttifero che viene erogato da un soggetto privato a un altro privato. Di solito i soggetti coinvolti nel prestito infruttifero sono parenti. Si tratta quindi di prestiti concessi in favore di fratelli, genitori o figli.

Si parla di finanziamento infruttifero perché non è prevista l’applicazione di interessi. Di conseguenza il beneficiario è tenuto a rimborsare solo la somma concessa, senza alcuna maggiorazione.

Essendo realizzato da soggetti privati, questa forma di prestito non prevede nemmeno costi di apertura o commissioni. Solitamente inoltre non è previsto neppure un termine preciso per la restituzione della somma.

Sebbene non si tratti un’operazione a titolo oneroso, quando si sottoscrive un prestito tra parenti è consigliabile prendere delle precauzioni. Misure di sicurezza che hanno l’obiettivo di tutelare sia il beneficiario che il soggetto erogatore.

A cosa servono? Sebbene siano una soluzione di accesso al credito consentita per legge, i prestiti infruttiferi possono essere considerati un illecito dall’Agenzia delle Entrate. È possibile infatti che l’AdE veda in tale operazione il tentativo di riciclare del denaro, oppure sospetti una pratica di strozzinaggio.

È necessario quindi fare molta attenzione, poiché tutte le transazioni di denaro che avvengono sui conti correnti sono tracciate. Di conseguenza tali operazioni possono essere soggette a verifica da parte dell’Agenzia, soprattutto se si tratta di movimenti ingenti.

Per evitare brutte sorprese, come ad esempio incorrere in un accertamento fiscale, è necessario prendere alcune precauzioni prima di prestare denaro a un’altra persona. Ovviamente stiamo parlando di accortezze che sono necessarie quando il prestito riguarda il passaggio di somme consistenti.

Il rischio principale infatti è rappresentato dal cosiddetto redditometro. Strumento che ha lo scopo di accertare il reddito di un contribuente, sulla base della sua capacità di spesa e che potrebbe essere attivato da una spesa considerata sospetta.

Ricordiamo che se il valore del prestito supera del 20% il reddito percepito dal beneficiario, l’Agenzia delle Entrate potrebbe chiedere un ricalcolo di quanto  dovuto per il pagamento dell’Irpef (ipotizzando una attività di lavoro in nero) e disporre quindi le relative multe.

Perché sottoscrivere un contratto tra familiari

La prima cosa da sapere quando si parla di prestiti tra parenti senza interessi è che ogni volta che viene prestato del denaro viene concluso un vero e proprio contratto. Contratto che è considerato valido anche se non viene sottoscritto alcun documento formale, e il prestito viene stipulato oralmente.

Il prestito, anche se si dovrebbe parlare più propriamente di mutuo, quindi è un contratto che può essere sottoscritto non solo da banche e finanziarie, ma anche da privati. Come già accennato, la legge italiana non impone la forma scritta per il contratto di mutuo.

In altre parole, le parti possono accordarsi in merito alle condizioni di rimborso e siglare il contratto anche solo con una stretta di mano. Tuttavia è sempre consigliabile sottoscrivere un contratto sotto forma di scrittura privata. Documento che per maggiore sicurezza dovrebbe anche essere registrato o fatto autenticare, ma non è indispensabile.

La presenza di una scrittura privata infatti può essere la soluzione a diversi problemi che potrebbero presentarsi nel corso del tempo. Inconvenienti che sarebbero difficili da risolvere se il prestito è stato stipulato solo oralmente.

Ipotizziamo ad esempio che il beneficiario del prestito abbia deciso di non rimborsare il denaro. In questo caso sarà necessario avviare una causa, ma se non si ha un documento che dimostra le condizioni fissate per il prestito potrebbe essere difficile per il mutuatario ottenere indietro la somma.

La scrittura privata

Se un finanziamento non prevede il pagamento di interessi, come nel caso del prestito tra parenti infruttifero, si tratta quasi sempre di un’operazione che ha lo scopo di aiutare il beneficiario.

Nonostante la finalità altruistica che è alla base del prestito tra parenti senza interessi, è possibile che lo spostamento di denaro da un conto all’altro generi dei sospetti all’Agenzia delle Entrate. Ipotesi che diventa molto più probabile se il finanziamento riguarda somme piuttosto alte.

Pertanto è importante che le due parti abbiano la possibilità di giustificare tale operazione di fronte al fisco. Per questo è fondamentale mettere il contratto nero su bianco, ricorrendo ad una scrittura privata. Documento che, anche a distanza di anni, può dimostrare che dietro alla concessione del denaro non si nasconde alcuna operazione imponibile.

Cosa indicare nel documento

Ma quali sono i dati da indicare nella scrittura privata? Nel contratto devono necessariamente indicati essere indicati:

  • i dati personali delle parti coinvolte;
  • la somma prestata (scritta in modo chiaro);
  • le modalità di rimborso;
  • il tasso applicato (nel caso del prestiti infruttifero pari a zero)
  • la dicitura “contratto di mutuo ex Art. 1813 e ss. c.c.”.

Una volta inseriti tutti i questi dati sarà necessario che le parti firmino il contratto di prestito. Non solo. È richiesta anche la data certa, che vedremo in seguito.

Di fondamentale importanza è la dicitura “ex Art. 1813 e ss. c.c.” che va riportata nell’intestazione del contratto. Questa infatti indica la tipologia del contratto, in questo caso il mutuo. Perché è tanto importante? La risposta è semplice, il mutuo è l’unica forma di finanziamento che può essere sottoscritta tra due soggetti privati.

Ricordiamo inoltre che il tasso d’interesse deve essere indicato obbligatoriamente solo se si tratta di un prestito a titolo oneroso. In altre parole, per il prestito tra parenti senza interessi non è indispensabile indicare il tasso zero nel contratto, ma la prudenza non è mai troppa.

Ricordiamo inoltre che le due parti possono anche scegliere di indicare nel contratto degli articoli facoltativi. Questi possono riguardare ad esempio le conseguenze di un eventuale ritardo nei pagamenti oppure lo scopo del prestito.

Come apporre la data certa

Come abbiamo visto nelle righe precedenti, quando si sottoscrive un prestito tra parenti senza interessi con scrittura privata è necessario indicare la data certa. Ma come ottenerla?

Vi sono diverse soluzioni per apporre la data certa su un contratto. Una di queste è registrare la scrittura privata all’Agenzia delle Entrate, una scelta senza dubbio consigliabile soprattutto se il finanziamento riguarda somme significative.

Scegliendo di registrare il contratto di prestito i contraenti vanno incontro alle seguenti spese:

  • un’imposta di bollo da 16 euro per ogni quattro facciate del contratto;
  • un’imposta di registro che si attesta al 3% dell’importo del prestito in questione.

Quest’ultima deve essere pagata entro 20 giorni dalla data di stipula del contratto di prestito. Quando si tratta di prestito fruttifero (quindi non è il caso del prestito tra parenti senza interessi) l’imposta di registro si calcola sulla somma erogata maggiorata dagli interessi concordati da contratto.

In alternativa alla registrazione è possibile far apporre al prestito tra parenti senza interessi la data certa presso un ufficio postale, oppure ricorrendo ad uno scambio di corrispondenza tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Tra le varie soluzioni per apporre la data certa troviamo quella di ricorrere alla firma elettronica dell’atto, scegliendo di applicare una marca temporale.

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