Pubblicate le nuove regole per i prestiti cessione del quinto della pensione

L’Inps ha reso noto lo schema della nuova convenzione che disciplina la concessione di prestiti su cessione del quinto della pensione concessi dagli istituti di credito convenzionati con l’Istituto in favore dei pensionati Inps.

Il nuovo schema è stato pubblicato con il messaggio 1671/2018 dell’Inps. messaggio a cui è allegata anche la determinazione presidenziale n. 78 del 14 aprile 2018, questa avrà validità fino alla fine del 2018.

Gli istituti di credito interessati alla convenzione con l’Inps possono aderire al nuovo testo a partire dal 18 aprile 2018. Sottoscrivendo l’accordo sarà possibile per banche e finanziarie concedere finanziamenti ai pensionati Inps, in base ai criteri e alle modalità contemplati dallo schema.

Cosa cambia con il nuovo schema

Il nuovo schema di atto convenzionale dell’Inps è conforme alle nuove regole fissate dal decreto emanato il 27 marzo 2018 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il decreto ha modificato le classi degli importi rilevanti ai fini delle operazioni di finanziamento contro cessione del quinto della pensione o dello stipendio.

In seguito a tale modifica, nei giorni scorsi l’Inps aveva scelto di esercitare il diritto di recesso nei confronti degli istituti di credito convenzionati. In questo modo banche e finanziarie sono state costrette a convenzionarsi nuovamente con l’Istituto per continuare a concedere finanziamenti su cessione del quinto della pensione o dello stipendio.

I nuovi tassi

Fino a pochi mesi fa il tasso d’interesse applicabile ai prestiti su cessione del quinto concessi dalle banche e finanziarie convenzionate con l’Inps variava a seconda che l’importo dell’assegno fosse superiore o inferiore a 5 mila euro.

Non solo. Oltre all’entità dell’assegno anche l’età del pensionato influiva nella definizione del tasso d’interesse. Erano infatti previste tre fasce di età: fino a 59 anni, tra 60 e 69 anni e tra 70 e 79 anni.

Con l’entrata in vigore del suddetto decreto però le classi sono state rimodulate. Queste variano a seconda che l’importo dell’assegno sia superiore o inferiore ai 15 mila euro.

Nello specifico, il TAEG massimo applicabile è stato elaborato dall’Inps in base ai valori dei Tassi Effettivi Globali Medi su base annua che sono stati rilevati con cadenza trimestrale dalla Banca d’Italia.

I TAEG massimi previsti dall’Inps

Riportiamo di seguito i nuovi tassi (Taeg) soglia fissati dall’Inps per le classi di importo del prestito e fasce di età del pensionato.

  • Per pensionati fino a 59 anni il Taeg soglia è pari all’8,6% per assegni fino a 15 mila euro e pari a 7,71% per assegni oltre 15 mila euro.
  • Per pensionati con età compresa tra 60 e 64 anni il tasso soglia è fissato al 9,4% per assegni fino a 15 mila euro e all’8,51% per gli assegni superiori a tale soglia.
  • Per pensionati tra 65 e 69 anni il tasso soglia è del 10,2% in caso di assegni fino a 15 mila euro e a del 9,31% per assegni superiori.
  • Per pensionati tra 70 e 74 anni il tasso soglia è rispettivamente del 10,9% e del 10,01% per assegni fino a 15 mila euro e oltre 15 mila euro.
  • Per pensionati con età compresa tra 75 e 79 anni il tasso soglia è fissato al 11,7% per assegni fino a 15 mila euro e del 10,81% per assegni superiori a tale soglia.

Le spese per le banche convenzionate

Nell’ambito del nuovo schema di convenzione gli oneri dovuti dalle banche e finanziarie per il servizio prestato sono stati confermati fino al 31 dicembre 2018 secondo i parametri che ergano già stati quantificati nella convenzione precedente.

A decorrere dal 1 gennaio 2018 saranno invece applicati i parametri aggiornati. In entrambi i casi tali oneri saranno prelevati l’Inps tramite la riduzione dei flussi di versamento mensili.

I nuovi oneri

In altre parole, gli oneri a carico degli istituti di credito che sceglieranno di aderire alla nuova convenzione verranno calcolati in ragione di ciascun contratto di cessione del quinto della pensione nella misura di 1,61 euro (IVA esente) fino alla fine dell’anno. A partire da gennaio e fino alla fine del 2018 invece gli oneri sono pari a 1,84 euro per ogni estrazione di rateo pensionistico.

Nei confronti di banche e finanziarie che non aderiranno alla convenzione, ma sceglieranno quindi di operare in regime di accreditamento, gli oneri applicati saranno molto più alti.

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