Come funzionano i prestiti a protestati

marzo 18, 2017

Prestiti a protestati: condizioni e caratteristiche di accesso al credito

I prestiti a protestati rappresentano una particolare forma di accesso al credito rivolta a quanti non hanno rispettato, in modo puntuale, il pagamento degli impegni finanziari sottoscritti. Gli enti erogatori, quando hanno a che fare con una domanda da parte di un soggetto protestato, prevedono norme maggiormente restrittive rispetto agli altri clienti, atte ad appurare ogni dettagli del profilo creditizio del richiedente.

Ma chi sono i protestati? Fanno parte di questa categoria quanti hanno conseguito un ritardo nel pagamento di una rata della linea di credito attivata oppure di una cambiale, e non hanno provveduto al relativo pagamento. Il debitore assume così lo status di cattivo pagatore ed è quindi iscritto nel Registro Informatico dei protesti della Camera di Commercio.

Il protestato resta in questo registro per cinque anni. Trascorso il primo anno dal protesto, tuttavia, ha la possibilità di inviare la domanda di riabilitazione al tribunale o al dirigente dell’ufficio protesti della Camera di Commercio. È necessario allegare alla domanda tutti i documenti che possano appurare l’avvenuto pagamento della cifra protestata.

Il protesto è un atto pubblico che è redatto, di solito, da un notaio (ma può essere definito anche da un ufficiale giudiziario o da un pubblico ufficiale), il quale si incarica di dichiarare, in forma “solenne”, che un assegno oppure una cambiale non è stata onorata. Il registro in cui sono iscritti i cattivi pagatori è consultabile liberamente dal pubblico.

La cancellazione dal registro informatico dei protesti, per decorrenza dei cinque anni oppure per riabilitazione, dovrebbe ripristinare la possibilità di accesso al credito. Almeno in teoria. Dal punto di vista pratico infatti molti istituti finanziari conservano i dati dei protestati anche molti anni dopo la cancellazione.

Prestiti a protestati senza busta paga o con stipendio: cosa cambia?

L’iscrizione al Registro dei protesti è una condizione molto penalizzante e si avranno difficoltà nell’ottenere nuovi finanziamenti, ciò non significa comunque che sia un risultato impossibile. Negli ultimi anni, per andare incontro a questa domanda, sono nate particolari formule di prestiti e protestati, di solito interpretate da soluzioni basate sulla cessione del quinto, con trattenuta in busta paga.

La proposta di finanziamento più semplice per i protestati è senza dubbio la cessione del quinto. Con la trattenuta della rata dallo stipendio del richiedente, l’ente erogatore ha una garanzia sufficiente per accordare il prestito nonostante si tratti di un soggetto protestato.

La richiesta di prestiti a protestati non è semplice, ma non costituisce una soluzione impossibile, dato che con la cessione del quinto molti istituti di credito non richiedono ulteriori garanzie. Qualora non abbiano a disposizione di uno stipendio fisso dimostrabile, i protestati devono conseguire garanzie alternative. Da questo punto di vista, delle risorse utili sono le proprietà personali in quanto garanzia oppure la firma di un garante (che verrà coinvolto nell’eventualità di insolvenza del richiedente il prestito).

Se si presentano disguidi finanziari ma si è sottoscritto un prestito con cessione del quinto, la garanzia essenziale è costituita dal fatto che la rata è pagata in modo diretto dal datore di lavoro. È questa figura a farsi carico di sostenere la rata fino a quando c’è uno stipendio su cui addebitarla. Nell’ipotesi di licenziamento interviene invece l’assicurazione che garantisce l’ente erogatore nei confronti del suo debitore.

Data questa situazione, non è necessario ricercare particolari informazioni sull’affidabilità finanziaria del richiedente, salvo che non risulti in condizioni di sovra-indebitamento. L’unico aspetto rilevante e pertinente per la banca o la finanziaria è la solidità del posto di lavoro del cliente.

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