Prestiti a Cattivi pagatori 2018

Quando un soggetto richiede un prestito, questo viene automaticamente iscritto nei Sistemi di informazioni creditizie, degli archivi che, per un determinato lasso di tempo, conservano tutte le informazioni dei clienti.

Entrare in banca e ottenere un prestito, sia questo per comprare la casa o l’ultimo smartphone, per riparare l’auto o per saldare il conto del dentista,  sta diventando un’impresa sempre più ardua.  La causa di ciò non però tutta da imputarsi al sistema bancario, che è ancora restio a concedere liquidità ai cittadini.

È in crescita infatti il numero di italiani che si vedono negare un prestito perché risultano cattivi pagatori. Viene allora da chiedersi cosa sono i cattivi pagatori.  Tutti quei soggetti che hanno pagato in ritardo, o non hanno pagato  affatto, le rate di un prestito sono registrati nei Sic (Sistemi di informazioni creditizie) come cattivi pagatori. Essere un cattivo pagatore e di conseguenza vedersi negare prestiti, può creare enormi disagi e nel caso degli imprenditori, questa condizione può anche rappresentarne la morte civile.

Ogni volta che qualcuno accede al credito al consumo, sia direttamente che in veste di garante, questo viene censito nei  Sic, che raccolgono dati relativi a tutti i contratti di prestito che vengono stipulati da  banche e finanziarie. Le Sic servono a valutare il merito creditizio dei clienti ed a contenere il rischio di concedere prestiti a coloro che non sono ritenuti in grado di rimborsarli, cattivai pagatori compresi

A causa della crisi finanziaria che affligge da anni il nostro Paese, le banche e gli istituti di credito concedono difficilmente prestiti a chi in passato ha avuto problemi finanziari e risultano segnalati come cattivi pagatori sul SIC, il sistema di informazioni creditizie a cui si rivolgo gli istituti di credito italiani prima di concedere un prestito.

Risultano segnalati come cattivi pagatori tutti i soggetti che non hanno pagato con regolarità le rate di un finanziamento o che hanno emesso assegni scoperti. I nominativi registrati come pagatori inaffidabili possono rimanere nelle “liste cattivi pagatori” per un massimo di tre anni dall’estinzione del finanziamento. È chiaro che l’accesso al credito diventa difficile per questi soggetti che spesso si vedono rifiutare mutui e prestiti.

Ritardare il pagamento di una rata o peggio ancora risultare insolventi nell’ammortamento di un debito garantisce l’inserimento del nostro nominativo in un apposito registro gestito dal Sistema Informazioni Creditizie e da allora ogni nostra nuova richiesta di finanziamento rientrerà nell’ampio panorama dei prestiti a cattivi pagatori.

Se già i cordoni della borsa del credito negli ultimi 12 mesi risultano decisamente tirati, ancor peggio sarà per tutti coloro che si accingono a richiedere prestiti come cattivi pagatori: gli istituti di credito infatti utilizzeranno l’iscrizione all’albo come valido motivo per non concedere alcun finanziamento.

Fortunatamente esistono alcune vie d’uscita che consentono l’erogazione di prestiti a cattivi pagatori, la più comune delle quali è la cessione del quinto dello stipendio.

In presenza di un contratto da lavoratore dipendente a tempo indeterminato, è possibile richiedere all’istituto erogante di trattenere direttamente dalla busta paga l’importo necessario al pagamento della rata, con un massimo appunto del 20% del netto percepito; al fine di evitare ogni tipo di ulteriore difficoltà nel pagamento, saranno direttamente i datori di lavoro a versare il dovuto per coloro che richiedono prestiti cattivi pagatori con cessione del quinto.

Questo tipo di garanzia al credito è applicabile anche nel caso di lavoratori in pensione, nel qual caso sarà direttamente l’istituto di previdenza a farsi carico del pagamento.

Come ottenerli

I prestiti per cattivi pagatori sono una specifica tipologia di finanziamenti destinata a chi ha avuto disguidi finanziari, quali, ad esempio, ritardi nei pagamenti delle rate o insolvenza. La condizione di cattivo pagatore si determina con la segnalazione alla banca dati del Crif.

Le banche e gli istituti finanziari non concedono facilmente finanziamenti a soggetti che hanno avuto problemi nella restituzione del credito concesso. Ma dato l’aumento della domanda da parte di questa categoria di utenti, gli enti erogatori hanno approntato l’offerta dei prestiti per cattivi pagatori.

Prestiti cambializzati, cessione del quinto, prestiti a protestati

Questi finanziamenti sono di solito erogati da società ed intermediari finanziari, che concedono prestiti a cattivi pagatori attraverso la cessione del quinto dello stipendio, prestiti su delega o prestiti cambializzati.

La cessione del quinto è la formula utilizzata più di frequente dalle banche che presentano prestiti per cattivi pagatori. Mediante questa particolare tipologia di prestito, infatti, è possibile conseguire una linea di credito poiché lo stipendio del richiedente, nell’eventualità in cui questi sia assunto con contratto a tempo indeterminato e disponga di una regolare busta paga, costituisce per la banca una garanzia sufficiente per la concessione del prestito.

Prestiti a cattivi pagatori senza stipendio fisso

I cattivi pagatori che non dispongono di uno stipendio fisso mensile possono utilizzare invece i propri beni come garanzia del finanziamento oppure ricorrere alla fideiussione, pratica che implica l’intervento di un garante che si prenda carico del pagamento delle rate nel caso in cui il debitore non possa provvedervi.

Prestiti a cattivi pagatori su cessione del quinto

Nasce così l’esigenza di introdurre nel mercato delle linee di credito pensate appositamente per i soggetti segnalati come cattivi pagatori. I prestiti per cattivi pagatori sono generalmente prestiti su cessione del quinto o prestiti con delega. La cessione del quinto è una tipologia di prestito personale non finalizzato che permette di ottenere fino a 60.000 euro. Il piano di ammortamento è a tasso fisso e può estendersi fino a 10 anni.

Questa forma di finanziamento è riservata ai lavorati assunti con contratto a tempo indeterminato e ai pensionati. Il rimborso del finanziamento avviene tramite la decurtazione diretta della rata mensile dallo stipendio, o dalla pensione, del beneficiario. La solvibilità del debitore è inoltre garantita dalla stipula di una polizza assicurativa obbligatoria, che tutela la banca anche in caso di morte o perdita del lavoro del debitore.

Prestiti personali online cattivi pagatori

Solo a fronte di solide garanzie e di un ottimo profilo creditizio banche e finanziarie sono inclini ad accordare finanziamenti. Quanti invece hanno avuto problemi nella restituzione di precedenti linee di credito, è sufficiente pagare in ritardo una rata, devono affrontare tutti gli ostacoli opposti ai cosiddetti “cattivi pagatori”.

Chi non risponde puntualmente alle scadenze di prestiti o mutui, oppure ha emesso assegni scoperti, è infatti segnalato alle Centrali Rischi, consultabili dalle banche. Il nome del soggetto finanziato è così indicato negli elenchi dei cattivi pagatori, dove rimane per un periodo fino a tre anni dal momento della conclusione del prestito.

In questa situazione l’accesso al credito è complesso. Il cattivo pagatore è di fatti sinonimo di insolvenza, eventualità che scongiura ogni intervento degli enti erogatori. La soluzione? I prestiti su cessione del quinto.

Sono prodotti finanziari rivolti a dipendenti e pensionati, caratterizzati dalla trattenuta diretta della rata dall’assegno mensile (stipendio o pensione). La cessione del quinto riflette inoltre un criterio di sostenibilità, l’importo della rata non può eccedere un quinto del reddito mensile netto. Il tasso è fisso, mentre il periodo di rimborso non può superare i dieci anni.

Il beneficiario può conseguire sino a 50mila euro, nonostante lo status di cattivo pagatore. È preferibile, in caso di dipendenti, il contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Il datore di lavoro non può opporsi alla cessione del quinto, anche se dovrà entrare in contatto con l’istituto bancario per confermare il contratto. Dobbiamo comunque rilevare che in alcune circostanze l’ente erogatore può pretendere la firma di un garante. Questo dovrà intervenire economicamente qualora il beneficiario del prestito non dovesse rispondere con la dovuta puntualità agli impegni assunti.

Considerato il suo ruolo, il garante dovrà essere una persona con un curriculum creditizio specchiato e con solide garanzie da presentare alla banca (stipendio, beni immobili, eccetera).

A titolo di garanzia di rimborso dovrà essere sottoscritta una polizza assicurativa, che va a tutelare l’ente erogatore in caso di morte o perdita di lavoro del cliente. Può inoltre essere richiesto, sempre a copertura del finanziamento, il Tfr maturato.

È possibile ottenere dei finanziamenti cattivi pagatori e quali sono le condizioni applicate?

La stretta della crisi ha condotto a una contrazione delle possibilità di finanziamento. Vediamo di fare chiarezza sulle effettive opportunità riservate a quanti hanno avuto problemi con gli istituti bancari.

L’aggravarsi delle condizioni economiche ha portato tanti imprenditori e semplici cittadini a riscontrare dei problemi sui finanziamenti attivati, ritrovandosi presto ascritti nel novero dei cattivi pagatori. È sufficiente ritardare di pochi mesi la rata di un prestito. Mentre saremo protestati nell’eventualità non si riesca a pagare. Un insieme di condizioni che costituiscono un vincolo importante nell’accesso al credito.

Ma non scoraggiatevi, anche se a prima vista può sembrare un’impresa disperata, i finanziamenti cattivi pagatori sono una realtà possibile. Le speranze per i cattivi pagatori sono alimentate da certi istituti di credito che propongono specifici prestiti per tale tipologie di utenza (alcune di queste offerte riguardano anche i protestati).

Di solito i finanziamenti cattivi pagatori sono concessi a quanti possono dimostrare di avere un regolare contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato. Inutile ricordarvi che la seconda ipotesi è la più favorevole se vogliamo assicurarci buone chance di riuscita per l’accoglimento della nostra domanda.

Il contratto a tempo determinato deve essere lungo almeno quanto il periodo di ammortamento e restituzione definito dal contratto. Quanti non hanno un reddito o non sono lavoratori dipendenti possono puntare sul prestito cambializzato o il prestito su pegno.

Le garanzie richieste

Se a richiedere il prestito è un lavoratore dipendente assunto in un’azienda privata, la compagnia assicurativa che eroga la polizza può richiedere la presenza di una serie di requisiti oggettivi, ad esempio un numero minimo di dipendenti o un capitale sociale superiore ad un livello prefissato.

Un’ulteriore forma di garanzia per la banca che concede il prestito è rappresentata del TFR accumulato dal beneficiario del prestito. L’ammontare della rata, che rimane costante per tutta la durata del finanziamento, non può superare la quinta parte dello stipendio.

Prestiti a cattivi pagatori con delega di pagamento

I prestiti su delega sono strutturati come la cessione del quinto, ma la rata può arrivare fino al 40% dello stipendio percepito dal beneficiario, al netto delle tasse. Possono accedere ai prestiti con delega di pagamento esclusivamente i lavoratori pubblici e privati assunti con contratto a tempo indeterminato.

Ecco quindi tutto quello che devi sapere sui Prestiti a cattivi pagatori. Tutte le condizioni finanziarie e le garanzie che devi avere per richiedere un prestito.

Proposte e rischio usura

Entriamo quindi nel merito dei prestiti personali online cattivi pagatori. Sul Web operano diverse società specializzate nell’erogazione del credito a chi è segnalato alla Centrale Rischi Finanziari.

prestitionline.com, ad esempio, permette di conseguire fino a 30mila euro da restituire in 10 anni. Il Tan applicato è del 4,25% e Taeg 8,90%. Sono accordati prodotti su cessione del quinto, a condizione che il richiedente sia dipendente o pensionato, e finanziamenti per il consolidamento debiti.

Un’altra società che opera nell’ambito dei prestiti personali online cattivi pagatori è 4credit. Due le soluzioni a disposizione del richiedente: cessione del quinto e prestito delega. Anche in questo caso le somme erogate non superano i 30mila euro.

Quando si cercano prodotti finanziari sul Web, soprattutto se sono linee di credito destinate ai cattivi pagatori, è essenziale consultare, in dettaglio, tutte le condizioni contrattuali, soprattutto per quanto riguarda i tassi di interesse applicati. Oltre a essere competitivi, non possono eccedere le soglie di usura definite periodicamente dalla Banca d’Italia.

Prestiti a protestati con cessione del quinto

Chi ha subito un protesto, perché non è riuscito a onorare un assegno, o a pagare una cambiale entro la data di scadenza, viene segnalato nelle banche dati del SIC come soggetto protestato e quindi finanziariamente inaffidabile. Stessa sorte tocca a chi ha avuto dei ritardi nel pagamento delle rate di un finanziamento, soggetti che vengono registrati come “cattivi pagatori”.

Protestati e cattivi pagatori sono considerati dalle banche come soggetti non finanziabili e incontrano spesso grandi difficoltà per ottenere un finanziamento. Per venire incontro a queste categorie di clienti alcune finanziarie offrono particolari prestiti accessibili anche a protestati e cattivi pagatori.

Importi e condizioni del finanziamento

L’offerta prevede particolari tipologie di finanziamento riservate a lavoratori dipendenti e pensionati che hanno avuto problemi finanziari, quali protesti e segnalazioni come cattivi pagatori nei registri del SIC.

I finanziamenti prevedono il rimborso del credito ottenuto tramite la cessione del quinto dello stipendio, modalità di rimborso che non tine conto dell’affidabilità creditizia del cliente. La cessione del quinto infatti prevede che le rate del finanziamento siano decurtate direttamente dallo stipendio del beneficiario, e versate dal datore di lavoro all’istituto erogatore del finanziamento.

Gli importi finanziabili vanno da 5 mila a 50 mila euro e il tasso di interesse applicato è fisso per tutta la durata del finanziamento. In caso di estinzione anticipata non è previsto il pagamento di alcuna penale.

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