Prestiti cambializzati a domicilio veloci

Prestiti cambializzati: le particolarità di quelli a domicilio

Il sistema creditizio, e quindi l’offerta prestiti, si è specializzato nel corso degli anni. Si sono sviluppate così forme di finanziamento adatte a particolari esigenze e dirette a specifiche categorie d’utenza. Tra i prodotti sui generis troviamo i prestiti cambializzati a domicilio, linee di credito contraddistinte da due aspetti essenziali:

  • Il primo consiste nella possibilità di ricevere il finanziamento al proprio domicilio, ossia di farselo comodamente spedire sotto forma di assegno. In questo caso i tempi sono rapidi, tutt’al più possono allungarsi nell’eventualità di problemi legati al sistema postale. Da questo punto di vista, i prestiti cambializzati a domicilio rappresentano una opportunità da cogliere per coloro che non posseggono un conto corrente. Ovviamente, è possibile richiedere e ottenere la ricezione del finanziamento per mezzo del proprio conto corrente.
  • La seconda particolarità consiste nella trasformazione delle rate in cambiali. Queste possono avere scadenze mensili, bimestrali o trimestrali e hanno titolo esecutivo. Ciò vuol dire che la società finanziatrice può procedere direttamente al pignoramento dei beni anche nel caso in cui il debitore abbia saltato una sola rata.

Ciascuna cambiale-rata deve essere pagata negli sportelli bancari dedicati, non è possibile dunque rimborsare il proprio debito per mezzo del bollettino postale. I prestiti cambializzati a domicilio, infine, consentono l’erogazione di finanziamenti di entità abbastanza limitata: in genere l’importo massimo non supera i 30.000 euro, e il periodo di ammortamento non raggiunge i dieci anni.

I prestiti cambializzati a domicilio sono noti al grande pubblico anche come prestiti fiduciari, e rappresentano una tipologia di finanziamento che implica un processo di rimborso rateale della cifra accordata. Si tratta di una soluzione pensata, in misura prevalente, per quanti hanno bisogno di risolvere specifiche situazioni finanziarie e non possono accedere alle comuni tipologie di finanziamenti.

La somma accordata è inoltrata al domicilio del cliente, mediante assegno. Il piano di rimborso è predefinito e prevede una restituzione attraverso cambiale che ha un importo a una scadenza prevista. Si possono conseguire fino a 30mila euro, anche se di frequente le somme in oggetto non superano i 5mila euro.

Il richiedente dei prestiti cambializzati a domicilio non è necessario che sia in possesso di un conto bancario o postale. Oltre alla cifra richiesta, sono inoltrate a domicilio le cambiali, che costituiscono il procedimento di rimborso del credito.

La durata massima del processo di rimborso è decennale, mentre le rate possono essere pagate con scadenza mensile o trimestrale. Vi ricordiamo infine che l’importo accordato non può cambiare durate il piano di ammortamento.

Prestito cambializzato: a chi è rivolto

I prestiti cambializzati a domicilio, proprio a causa della natura “cambializzata” delle rate, possono essere strumenti pericolosi: se non si pagano le rate, a differenza di quanto accade in occasione delle altre forme di finanziamento, si va incontro al pignoramento.

Questo approccio particolarmente aggressivo è compensato dalla natura estremamente flessibile del finanziamento. E’ infatti diretto a quelle categorie che, in linea teorica (e spesso anche pratica) non possono accedere ai prestiti. Lo strumento della cambiale dunque costituisce una risorsa per l’istituto che eroga il finanziamento sul fronte della protezione dal rischio insolvenza

I prestiti cambializzati a domicilio, come tra l’altro anche i prestiti cambializzati “semplici”, possono essere ottenuti anche da quanti figurano come cattivi pagatori e protestati. I primi si sono resi colpevoli del mancato pagamento delle rate in occasione di precedenti finanziamenti. I secondi hanno emesso assegni non coperti.

Questa forma di prestito è inoltre accessibile anche a coloro che non godono di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. E’ sufficiente dimostrare di avere un reddito stabile, a prescindere dal contratto che regola la propria attività lavorativa.

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