sono sicuri i prestiti tra privati

Sono sicuri i prestiti tra privati? Le risposte che stai cercando

Cosa sapere dei prestiti tra privati

Sono sicuri i prestiti tra privati? Una domanda che si pongono i tanti che con l’avvento del social lending hanno pensato di ricorrere a questa soluzione. La risposta è sì, a condizione però di rivolgersi a società che hanno ricevuto dalla Banca d’Italia l’autorizzazione ad operare in Italia.

Quello che i prestiti fra privati sono prodotti poco affidabili è un mito da sfatare. I prestiti concessi dalle società di social lending sono sicuri quanto quelli che si possono ottenere in banca.

Come gli istituti bancari infatti le società che si occupano di social lending utilizzano diversi sistemi di sicurezza. Sistemi che mirano a tutelare sia il richiedente che il prestatore. Sono molti infatti i soggetti che scelgono di ricorrere ai prestiti tra privati come forma di investimento. In questi caso quindi è senz’altro giusto chiedersi se sono sicuri i prestiti tra privati.

Come è tutelato chi fa un prestito tra privati

Al fine di tutelare coloro che prestano denaro le società di social lending svolgono indagini sull’affidabilità creditizia dei richiedenti. Per ottenere i finanziamenti infatti è necessario presentare tutti i documenti attestanti il proprio reddito. L’approvazione della richiesta avviene solo se chi fa domanda di prestito dimostra di poterlo rimborsare. Possiamo quindi dire che sono sicuri i prestiti tra privati.

Non solo. Ad ogni richiedente viene associato un rating, definito in base all’affidabilità del soggetto. In questo modo i prestatori potranno scegliere se prestare denaro a soggetti con un buon grado di affidabilità oppure a soggetto con maggiore rischio di insolvenza.

Ovviamente, come per ogni investimento, maggiori sono i rischi e più alti saranno i rendimenti. Allo stesso modo, i richiedenti con rating più alto, ossia i più affidabili, dovranno far fronte a tassi più bassi di quelli previsti per chi ha un rating basso.

Spesso inoltre le società di social lending mirano a differenziare gli investimenti dei prestatori. Lo scopo ovviamente è quello di ridurre il rischio di insolvenza, suddividendo il capitale investito da ogni soggetto tra più beneficiari.

Facciamo un esempio pratico. Un prestatore che sceglie di investire nel social lending mille euro non presta l’intero capitale a un solo soggetto. Il denaro viene invece diviso tra dieci richiedente, ad ognuno dei quali saranno prestati 100 euro.

Perché scegliere il social lending

Il social lending è una particolare tipologia di accesso al credito che vede la concessione di denaro da soggetti privati ad altri privati. A differenza di quanto accade per i prestiti tra parenti però prestatore e beneficiario non hanno un interazione diretta. Sono le società di social lending a fare da tramite tra domanda e offerta.

Nato in Inghilterra nel 2005, il prestito peer- to-peer noto anche come social lending si è diffuso velocemente sia negli Stati Uniti che nel resto d’Europa. Di recente il peer- to-peer è approdato anche in Italia dove ha trovato terreno fertile.

Sono molti infatti gli italiani che hanno scelto di ricorrere ai prestiti tra privati, anche se in molti si chiedono se sono sicuri i prestiti tra privati. I motivi del successo del social lending sono molti, ma uno dei principali è rappresentato dalla convenienza dei prodotti.

Solitamente infatti i prestiti tra privati presentano tassi d’interesse più bassi rispetto a quelli proposti da banche e società finanziarie. Come è possibile? Una convenienza che è la diretta conseguenza del fatto che il social lending non prevede la presenza di alcun istituto bancario.

Il denaro, come già detto, viene concesso da soggetti privati che non devono sostenere particolari costi. Condizione che consente ai privati di ottenere comunque un guadagno interessante seppur applicando tassi inferiori alle medie di mercato.

Per quanto riguarda l’interazione delle società di social lending, si tratta di società che operano online e che richiedono solo una piccola percentuale sul finanziamento per la copertura dei costi di gestione.

Spese che sommate al tasso d’interesse richiesto dai prestatori costituiscono il costo complessivo del finanziamento. Costo che risulta comunque più conveniente di quello che si sarebbe dovuto corrispondere richiedendo un prestito a una banca o una società finanziaria.

I tassi 2017

Come già accennato, possiamo dire che sono sicuri i prestiti tra privati solo a condizione di rivolgersi a società che hanno ottenuto l’autorizzazione ad operare nel nostro Paese dalla Banca d’Italia e sono sotto la vigilanza dello stesso ente.

Al momento le società che possono vantare questi requisiti sono solo tre: Soisy, Smartika e Prestiamoci. Vediamo quindi quali sono le condizioni proposte da queste società sia per chi presta che per chi richiede il finanziamento.

Iniziamo parlando di Prestiamoci. Quanti desiderano ottenere un finanziamento possono ottenere somme fino a un massimo di 25 mila euro e devono corrispondere interessi (Taeg) a partire dal 5,40%. Per chi presta invece sono attesi rendimenti che vanno dal 3,62% al 6,60%, a seconda del rischio dell’operazione di prestito.

Smartika invece consente di ottenere prestiti fino a un massimo di 15 mila euro. I tassi per chi richiede il finanziamento partono da un minimo del 5,6%. Per chi presta invece è possibile ottenere rendimenti fino al 6,5% lordo, con investimenti a partire da un minimo di 100 euro.

Dopo aver definito che sono sicuri i prestiti tra privati, troviamo infine la proposta di Soisy. In questo caso quanti sono alla ricerca di un finanziamento personale possono ottenere somme che vanno dai 3 mila ai 15 mila euro. Il tasso d’interesse (Taeg) va da un minimo del 6,3% a un massimo del 16,8%. 

Non sono previste spese accessorie, fatta eccezione per la commissione applicata da Soisy pari all’1%. Costi che sono comunque compresi nel calcolo del Taeg.

Chi sceglie di investire in questa piattaforma invece ottiene rendimenti garantiti a partire dal 4%. E gli interessi maturati sull’investimento effettuato possono arrivare anche fino al 12% (in questo caso però non è prevista alcuna garanzia). L’importo minimo per investire è di 10 euro.

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