Cessione Del Quinto

La cessione del quinto è una modalità di prestito molto diffusa che può essere richiesta sia da lavoratori sia da pensionati e che prevede la trattenuta a monte della rata, che non può superare la quinta parte dello stipendio o dell’assegno pensionistico. Nella maggior parte dei casi si tratta di piccoli prestiti onorabili in meno di cinque anni.

Cessione del quinto dello stipendio: di cosa si tratta?

La cessione del quinto dello stipendio prevede che un lavoratore intenzionato a chiedere un prestito a una società finanziaria o a un istituto di credito offra come principale garanzia la propria busta paga, dalla quale ogni mese viene trattenuta a monte una rata pari alla quinta parte dell’emolumento ricevuto.




I lavoratori della pubblica amministrazione hanno la possibilità di richiedere un prestito con cessione del quinto facendo riferimento alla ex gestione Inpdap.

Qual è la differenza tra prestito personale e cessione del quinto?

Sono numerose le formule di accesso al credito disponibili sul mercato, ma tra le più quotate troviamo senza dubbio i prestiti personali e le cessioni del quinto. Quali sono le principali differenze tra queste due soluzioni? Quali vantaggi e limiti?

Sono entrambe tipologie di credito molto richieste dai privati che hanno necessità di conseguire una certa liquidità aggiuntiva, che va restituita in piccole rate mensili. I prestiti personali possono essere richiesti da qualunque persona che percepisce un reddito, mentre le cessioni del quinto possono essere richieste esclusivamente da pensioni e lavoratori dipendenti, quanti hanno un reddito costante e certo.

Le soluzioni per lavoratori autonomi

I lavoratori autonomi che hanno bisogno di liquidità aggiuntiva potranno sfruttare esclusivamente il prestito personale e non la cessione del quinto. Nonostante vi siano restrizioni in rapporto al tipo di professioni, la cessione del quinto assicura una serie di vantaggi.

Sono tipologie di finanziamenti che possono essere richieste anche da quanti hanno subito problemi di solvibilità, una categoria in cui rientrano i cattivi pagatori e i protestati.

Le cessioni del quinto sono fornite anche a chi è piuttosto anziano, mentre i prestiti sono forniti molto raramente con persone che hanno oltre 70 anni. Vi ricordiamo infine che la cessione del quinto consente di conseguire cifre superiori rispetto ai prestiti personali.

Cessione del quinto per pensionati

L’attuale congiuntura economica conduce alla richiesta di credito anche i pensionati, che possono tuttavia fruire di prestiti su misura. Nel nostro approfondimento vogliamo approfondire, in modo particolare, la cessione del quinto per pensionati. Quali sono le sue caratteristiche? Quando e perché risulta conveniente?

Cessione del quinto: cosa succede in caso di pensione?

Quando si parla di cessione del quinto si include anche l’opzione per pensionati. La richiesta di questa tipologia di prestito non può essere avanzata in caso di pensione sociale, pensione contitolata, pensione erogata per l’assistenza mensile a pensionati invalidi, assegno familiare, assegno di sostegno al reddito.

In caso di richiesta di un prestito con cessione del quinto della pensione viene messa in primo piano la necessità di salvaguardare la pensione sociale.

La cessione del quinto prevede la restituzione della somma oggetto del prestito a fronte di un prelievo diretto sulla pensione. L’entità della rata non può, come suggerisce il nome, superare un quinto della pensione netta mensile.

Quali sono i documenti previsti? La durata del prestito non può superare i 10 anni. Il richiedente deve inoltre disporre di un documento che riporta la rata massima conseguibile con la cessione del quinto, ovvero la comunicazione della cedibilità della pensione.

Il prestito non è concesso nel caso di invalidità civile, assegni al nucleo familiare, pensioni con contitolarità o pensioni sociali, assegni di sostegno al reddito. Dobbiamo inoltre rilevare che la cessione del quinto prevede, in forma obbligatoria, una copertura assicurativa sulla vita del pensionato. Quest’ultimo è comunque chiamato a presentare il cedolino dell’ultimo Cud.

Nell’eventualità di morte del richiedente, infatti, l’assicurazione andrà a pagare la rata residua senza per questo coinvolgere gli eredi. Grazie a questa forma di tutela, l’ente erogatore può scongiurare la possibilità di insolvenza. A voi non spetta altro che selezionare e individuare la proposta di mercato più interessante e conveniente per le proprie esigenze.

Chi può richiedere la cessione del quinto?

La cessione del quinto può essere richiesta da tutte le tipologie di lavoratori? Rispondere a questa domanda è molto importante in fase di preventivo. Senza dubbio è possibile fare richiesta per la cessione del quinto dello stipendio se si è titolari di un contratto lavorativo a tempo indeterminato.

In caso di contratti a termine è possibile richiedere la cessione del quinto senza presentare garanzie di natura reale, a patto che si opti per un prestito caratterizzato da una durata uguale o inferiore a quella del contratto di lavoro.

Scopri le soluzioni Compass

Sono numerose le società finanziarie e gli istituti di credito che consentono di richiedere prestiti con cessione del quinto, sia della pensione sia dello stipendio. In questo novero è possibile includere anche Compass. Che cosa prevede il portafoglio prodotti di questa società?

La possibilità di scegliere tra ben tre opzioni di cessione prestiti con cessione del quinto, dedicate rispettivamente ai dipendenti pubblici e statali, ai dipendenti del settore privato, ai pensionati Inps, ex Inpdap, ex Enalps.

La cessione del quinto per lavoratori dipendenti può essere richiesta da soggetti di età compresa tra i 18 e i 63 anni, e la somma completa viene erogata tramite bonifico bancario. Per i pensionati, invece, è necessario tenere conto di un limite massimo di 85 anni.

Altra regola riguardante la richiesta della cessione del quinto con Compass riguarda la necessità di percepire un trattamento mensile superiore ai 495,43€. Al momento della richiesta del prestito è infine necessario munirsi di Certificazione della Quota Cedibile rilasciata dal proprio ente previdenziale di riferimento.

Le caratteristiche

I prestiti con cessione del quinto (stipendio o pensione) sono a tasso fisso per i dipendenti pubblici e privati con contratto a tempo indeterminato.

L’espressione cessione del quinto di stipendio deriva appunto dal fatto che l’importo massimo della rata di rimborso non può superare il valore del 20% dello stipendio mensile netto.

La durata massima consentita è di 120 mesi, mentre la minima non è inferiore ai 24 mesi.

Il termine massimo non può eccedere comunque il termine del rapporto di lavoro e il pensionamento, tranne per i dipendenti ministeriali che possono decidere se estinguere il debito o traslarlo sulla pensione.




Cessione del quinto INPDAP e INPS

L’accesso al credito è un’urgenza per tantissime famiglie italiane, ma solo dipendenti statali e pensionati iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali possono fruire delle linee di credito Prestiti Inpdap cessione del quinto (una denominazione non del tutto corretta dato che l’Inpdap dal dicembre 2011 è stato soppresso).

Sono delle proposte caratterizzate da un piano di ammortamento pluriennale e basato sulla cessione del quinto di stipendio o pensione. L’erogazione del finanziamento si realizza da parte dell’Inps oppure da banche o finanziarie convenzionate.

Prestiti Inpdap tassi

I Prestiti Inpdap cessione del quinto si sostanziano nelle proposte “Prestiti pluriennali diretti” e “Prestiti pluriennali garantiti”. I primi sono rivolti a lavoratori e pensionati, purché si disponga di un’anzianità di servizio pari ad almeno quattro anni e quattro anni di contributi che devono risultare versati alla Gestione Unitaria.

Il richiedente deve disporre di un contratto a tempo indeterminato, non sono tuttavia esclusi quanti dispongono di un contratto a tempo determinato di almeno tre anni (il piano di rimborso deve terminare prima della conclusione del contratto di lavoro e il trattamento di fine rapporto deve essere utilizzato come garanzia per il finanziamento).

È prevista l’applicazione di un tasso di interesse nominale annuo corrispondente al 3,50%, cui si aggiungono le spese di amministrazioni, pari allo 0,50%, e il premio fondo rischi.

Diverso il quadro che interessa i Prestiti pluriennali garantiti, finanziamenti rivolti a dipendenti pubblici in servizio (con almeno quattro anni di anzianità) erogati da banche e finanziarie convenzionate. Quinquennale o decennale il piano di ammortamento.

Come funziona la cessione del quinto Inpdap?

L’Inps, ente in cui è confluito l’Inpdap, gestisce la cessione del quinto in base alle disposizioni previste dal Consiglio di Amministrazione Inps riportate in 13 articoli. I pensionati possono godere del diritto di prestito mediante la cessione fino a un quinto della pensione. Opportunità resa possibile dagli intermediari finanziari autorizzati dall’Istituto.

Dato che l’attuazione del contratto di cessione si realizzi è necessario l’intervento di un intermediario finanziario, è indispensabile che quest’ultimo accetti le disposizioni dell’Inps. Utilizzando un particolare modulo, dovranno essere indicati alcuni dati (ovvero codice CAB e ABI, la partita IVA, la ragione sociale e indirizzo della Sede Legale, il numero e la data di iscrizione UIC) utili all’ottenimento del credito.

Spetterà poi all’Inps di comunicare al pensionato l’effettiva concessione del quinto Inpdap. Si tratta di una notifica che può realizzarsi in qualunque forma e dovrà essere riportato il piano di ammortamento. In mancanza di specifiche varianti, esso si verifica con la costante cessione mensile di una quota della pensione.

Quali sono i trattamenti non cedibili? È bene chiarire che, pur essendo erogati dall’Inps, non risultano oggetto della cessione le pensioni e gli assegni sociali, le pensioni a carico degli Enti creditizi, gli assegni elargiti al nucleo famigliare, gli assegni straordinari atti a sostenere il reddito.

Figurano nel novero dei trattamenti non cedibili anche i trattamenti di invalidità civile, l’assegno mensile per l’assistenza personale e continuativa ai pensionati per inabilità. Sarà invece possibile ottenere la cessione del quinto se si è beneficiari di un assegno ordinario di invalidità non definitivo.

Come funziona per i dipendenti statali?

La condizione di dipendente statale assicura particolari condizioni di accesso al credito, tra cui la cessione del quinto. Come è facile immaginare dal nome stesso, possiamo conseguire questa tipologia di prestito grazie alla cessione della quinta parte dello stipendio.

Ogni lavoratore dipendente può conseguire un finanziamento da diverse società finanziarie o differenti istituti di credito grazie alla cessione del quinto dello stipendio. Il soggetto richiedente deve essere a conoscenza di ogni aspetto di questa formula di prestito per conoscere l’entità di denaro massima erogata e sapere come gestirla nel tempo.

L’aspetto essenziale della cessione del quinto è rappresentata nell’opportunità di sostenere le rate di finanziamento con una piccola trattenuta sulla busta paga. Questa cessione di denaro non può, in ogni caso, superare il 20 per cento dell’ammontare dello stipendio.

È lo Stato ad assicurare all’Istituto di credito il pagamento del debito del dipendente, provvedendo al versamento ogni mese della quota definita dal contratto. Vi sono numerosi istituti di credito oppure finanziarie disponibili al finanziare una linea credito al dipendente pubblico.

A quanto ammonta la somma massima richiedibile? Per computare l’importo massimo è indispensabile valutare tre differenti elementi: il tasso di interesse applicato (che per la cessione del quinto è fisso); la quota assicurativa che permette all’Istituto di credito di tutelarsi dall’eventuale perdita di lavoro da parte del richiedente; il numero massimo di mensilità su cui è applicata la detrazione non può superare 120.

Rinnovo cessione del quinto

La cessione del quinto dello stipendio è spesso l’unica alternativa per i protestati (e i cattivi pagatori) alla ricerca di un finanziamento. Quando si viene iscritti nell’apposito registro è quasi impossibile farsi accettare da un istituto finanziario. L’iter normale prevede un’attesa di molti mesi – e si conclude con l’eliminazione del nome del registro.

Con la cessione del quinto, invece, anche i protestati e i cattivi pagatori possono accedere ai finanziamenti. Il motivo è semplice: la banca, prelevando direttamente una parte dello stipendio, si pone al sicuro da ogni rischio di insolvenza.

Il problema è che spesso il protestato ha necessità a rinnovare il quinto prima del termine del finanziamento. Accade quando si ha necessità di prolungare i termini del finanziamento. Come fare per risolvere la questione “rinnovo cessione del quinto”?

Rinnovo: quali requisiti si devono avere

La soluzione alla questione “rinnovo cessione del quinto” non è univoca, ma dipende dalla durata del piano di rimborso. Nei casi più comuni, questo dura da cinque a dieci anni. In questo caso, prima di chiedere il rinnovo è necessario sostenere il 40% delle rate, devono quindi passare 4 anni se – per esempio- la durata di ammortamento consiste in dieci anni.

Se questo è inferiore o uguale a cinque anni il limite temporale (il pagamento del 40% delle rate) è abbattuto, e si può ricevere un nuovo contratto – che però dovrà essere obbligatoriamente di dieci anni.

Cessione del quinto per acquisto prima casa

E’ possibile chiedere un mutuo per acquistare una prima casa attraverso la cessione del quinto del proprio stipendio, e quindi autorizzando alla banca il prelievo direttamente dalla busta paga? 
Vediamo quali sono le condizioni necessarie e sufficienti, e quali sono le reali differenze fra la cessione dello stipendio e il mutuo a livello delle condizioni bancarie di interesse.




La prima condizione necessaria è che il quinto dello stipendio sia una cifra necessaria a coprire la somma richiesta alla banca. Questo naturalmente si può realizzare nel caso di stipendi di particolarmente importanti, quali quelli di medici convenzionati o direttori di Azienda.

Nel caso di un mutuo, la banca acquisisce automaticamente come garanzia del prestito sostenuto l’ipoteca sull’immobile, invece per quanto riguarda della cessione di un quinto dello stipendio alla banca per coprire il mutuo, la garanzia che la baca richiede è la busta paga e il TFR così come sia stato accantonato.

E’ opinione comune che in caso di Cessione del Quinto dello stipendio il TFR accantonato venga messo a disposizione della Banca che eroga il prestito a garanzia del prestito contratto.

Questo nella realtà è vero solamente per i dipendenti di aziende private, che possono firmare in sede di contratto una dichiarazione che vincola il loro TFR futuro alla banca che eroga il prestito, dove la baca è autorizzata nel caso di improvvisa perdita del lavoro a prelevare il TFR maturato a copertura del prestito fino a quando il prestito erogato venga opportunamente estinto dal debitore.

Invece, per quanto riguarda la cessione del Quinto dello Stipendio messa in atto da un dipendente pubblico, che non è soggetto a stipula del TFR con lo Stato, la situazione si presenta diversa.

Tale vincolo non esiste invece per i dipendenti Pubblici e Statali per cui il loro TFR che è gestito dall’INPDAP non rappresenta una garanzia sufficiente per la Banca

Per quanto riguarda la durata, mentre quella di un mutuo può essere pari ad un massimo di 30/50 anni, la cessione del quinto prevede un ammortamento che può arrivare solo fino a 10 anni.

Condizione necessaria ad ottenere il finanziamento è anche che la rata non pesi per più di 20% sulla busta paga netta mensile.

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